La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!

By Valerio Tagliaferri

"La Foglia d'Acanto" è il podcast che nasce dall'amore – o forse sarebbe meglio dire, dall'ossessione – per le storie. Che siano scritte su carta, proiettate su uno schermo o diluite in più puntate da divorare sul divano. Dopo aver trascorso anni a scrivere recensioni per il mio blog www.valeriotagliaferri.it, ho deciso di portare questa passione anche in formato audio, per permettervi di ascoltare le mie riflessioni mentre andate al lavoro, preparate la cena o semplicemente cercate un po' di compagnia durante le giornate frenetiche. Buon ascolto, Valerio.
Currently playing episode

Recensione “Subway” di Luc Besson (1985)

La Foglia d'Acanto: recensioni senza spoiler!Jun 13, 2026
00:00
06:58
Recensione “L’uomo che amava le donne” di François Truffaut (1977)

Recensione “L’uomo che amava le donne” di François Truffaut (1977)

Un uomo comune, senza il fascino da copertina del classico latin lover, eppure capace di far innamorare ogni donna che incontra: chi era davvero Bertrand Morane, protagonista de L'uomo che amava le donne di François Truffaut?

In questa puntata parliamo del film del 1977 con Charles Denner e Brigitte Fossey, un ritratto agrodolce del desiderio maschile che nasconde più di un'eco autobiografica nella vita del suo regista. Scopriamo perché Truffaut ha scelto di raccontare la seduzione non come conquista, ma come una forma disperata e sincera di amore verso l'universo femminile, e perché quella scena del funerale, vista oggi, fa venire i brividi.

Un piccolo capolavoro sospeso tra ironia e malinconia, da riscoprire senza pregiudizi.


Aug 30, 202605:40
Recensione “La trappola di Maigret” di Georges Simenon (1955)

Recensione “La trappola di Maigret” di Georges Simenon (1955)

Un bottone strappato durante una colluttazione notturna basta a Georges Simenon per costruire una delle trappole psicologiche più moderne di tutta la saga di Maigret.

In questa puntata parlo de La trappola di Maigret, romanzo del 1955 in cui il commissario, davanti a un serial killer che non lascia tracce, decide di tendere un'esca discutendo pubblicamente del profilo dell'assassino con uno psichiatra.

Un'intuizione investigativa che anticipa di decenni il moderno profiling criminale, e che ha avuto anche un ottimo adattamento cinematografico nel 1958, con un magistrale Jean Gabin nei panni del celebre commissario.


Aug 29, 202607:06
Recensione Quell’uragano di papà” di Carmen Finestra, David McFadzean e Matt Williams (1990-1999)

Recensione Quell’uragano di papà” di Carmen Finestra, David McFadzean e Matt Williams (1990-1999)

Trapano in mano e battute pronte: torniamo negli anni Novanta con Quell'uragano di papà, la sit-com che ha reso Tim Allen una star ben prima di prestare la voce a Buzz Lightyear.

In questa puntata ripercorro le numerose godibilissime stagioni di gag, attrezzi esplosi e liti familiari, raccontando come dietro le risate si nascondesse uno sguardo sorprendentemente attuale sul rapporto tra uomini e donne.

Parlo del contrasto tra il Tim macho da palcoscenico e il padre pasticcione di casa, del legame con lo stand-up comedy originale di Tim Allen, e riscopriamo una giovanissima Pamela Anderson nei panni della valletta di Tool Time. Una serie tv che, nonostante gli anni, ancora oggi diverte e fa riflettere.


Aug 28, 202604:30
Recensione “Rental Family – Nelle vite degli altri” di Hikari (2025)

Recensione “Rental Family – Nelle vite degli altri” di Hikari (2025)

Quanto vale un padre finto per una figlia vera?

Quanto uno sposo di cartone per una sposa che vuole solo liberarsi dei genitori?

Da queste domande nasce Rental Family – Nelle vite degli altri, il film di Hikari con un Brendan Fraser nei panni di un attore fallito che si guadagna da vivere interpretando padri, amici e fidanzati a noleggio per un'agenzia giapponese.

Una commedia agrodolce che sfiora temi delicati come la solitudine e l'autenticità degli affetti, senza però avere sempre il coraggio di affondare il colpo fino in fondo.

Nella puntata di oggi parlo anche del collegamento inatteso con la letteratura, scovando un fratello ideale di Phillip nelle pagine di Anne Tyler. Recitazione, finzione e bisogno di appartenenza: quanto siamo disposti a pagare per sentirci parte di una famiglia, anche solo per un pomeriggio?


Aug 26, 202607:03
Recensione "Amarcord" di Federico Fellini (1973)

Recensione "Amarcord" di Federico Fellini (1973)

Un viaggio nella Rimini di Fellini, tra ricordi d'infanzia, musica di Nino Rota e personaggi indimenticabili. In questa puntata vi parlo di Amarcord, il capolavoro del 1973 che trasforma la nostalgia in poesia visiva e la provincia italiana in un piccolo universo senza tempo.

Analizzo il rapporto indissolubile tra immagini e colonna sonora, il modo in cui Fellini reinventa la memoria collettiva e alcune delle scene più iconiche della storia del cinema.

Un racconto agrodolce che continua a parlare a chi quel mondo non l'ha mai vissuto, e che oggi riscopriamo insieme.


Aug 23, 202605:39
Recensione “L’ombra delle spie” di Dominic Cooke (2020)

Recensione “L’ombra delle spie” di Dominic Cooke (2020)

Nel cuore della Guerra Fredda, un venditore inglese qualunque diventa l'anello silenzioso tra Londra, Washington e Mosca.

L'ombra delle spie racconta la storia vera di Greville Wynne e del colonnello sovietico Oleg Penkovsky, due uomini che scelgono di fidarsi l'uno dell'altro proprio mentre il mondo rischia di saltare in aria per la crisi dei missili di Cuba.

Un Benedict Cumberbatch straordinario guida un cast di prim'ordine in un film che non cerca lo strabiliante, ma la verità nascosta dietro i grandi eventi storici.

In questa puntata analizzo perché questo spy movie "classico" funziona ancora, cosa lo lega a Il ponte delle spie e a The Imitation Game, e perché la trasformazione fisica ed emotiva di Cumberbatch resta uno dei momenti più intensi del cinema di spionaggio recente.


Aug 22, 202605:23
Recensione “Sette spose per sette fratelli” di Stanley Donen (1954)

Recensione “Sette spose per sette fratelli” di Stanley Donen (1954)

Un viaggio nel Technicolor più luminoso di Hollywood: vi parlo di Sette spose per sette fratelli, capolavoro musicale di Stanley Donen del 1954.

Tra coreografie diventate storia del cinema, fratelli boscaioli innamorati e spose dal carattere forte, ripercorriamo un film che ha attraversato generazioni, arrivando fino ai ricordi di famiglia legati al Natale.

Scopriamo perché, nonostante alcuni limiti evidenti agli occhi di oggi, questa pellicola resta un pezzo importante della storia del musical hollywoodiano.


Aug 21, 202605:47
Recensione “Bulli e pupe” di Damon Runyon (1932)

Recensione “Bulli e pupe” di Damon Runyon (1932)

In questo episodio vi porto nella Broadway del proibizionismo più equivoca e affascinante del Novecento, quella popolata da giocatori d'azzardo, scommettitori clandestini e piccoli malviventi con un loro personalissimo codice d'onore.

Vi parlo di Bulli e pupe di Damon Runyon, la raccolta di racconti del 1932 che ha inventato un linguaggio narrativo capace di attraversare i decenni: un gergo sospeso fra lo slang dei bassifondi e un registro quasi aulico, che ha lasciato un'impronta profonda su generazioni di scrittori e sceneggiatori americani, Woody Allen su tutti.

Scopriamo insieme perché questo libro, spesso confuso con il celebre musical che ne è nato, resta un piccolo laboratorio linguistico ancora oggi capace di stupire e far sorridere.

Aug 19, 202605:30
Recensione “Grasso è bello” di John Waters (1988)

Recensione “Grasso è bello” di John Waters (1988)

Baltimora, primi anni Sessanta: davanti ai cancelli di un parco divertimenti si combatte una battaglia per l'integrazione razziale che segnerà per sempre l'immaginario di un giovanissimo John Waters.

Oltre vent'anni dopo, quella storia diventa Grasso è bello, commedia dissacrante che unisce musica, ballo e provocazione pura. Al centro, Tracy Turnblad, una ragazza sovrappeso che sogna solo di danzare in tv, e la sua battaglia contro pregiudizi di ogni tipo: di razza, di taglia, di orientamento sessuale.

In questa puntata ripercorro il film che ha reso definitivamente Divine un'icona pop, tra camei musicali d'eccezione e un retrogusto politico ancora oggi sorprendentemente attuale.

Un tuffo nell'America colorata e ipocrita degli anni Ottanta, raccontata con lo sguardo tagliente di uno dei cineasti più anticonvenzionali di sempre.


Aug 16, 202605:34
Recensione “E’ l’ultima battuta?” di Bradley Cooper (2025)

Recensione “E’ l’ultima battuta?” di Bradley Cooper (2025)

Cosa succede quando un matrimonio finisce non con un urlo, ma con un silenzio durato vent'anni? In questa puntata vi parlo di È l'ultima battuta? il terzo film da regista di Bradley Cooper, con un Will Arnett sorprendentemente vulnerabile e una sempre straordinaria Laura Dern.

Un racconto delicato sulla fine di un amore e sulla scena della stand-up comedy newyorkese come unico luogo dove, forse, si può ancora dire la verità. Buon ascolto, e buona visione.


Aug 15, 202605:15
Recensione “Nulla più di un omicidio” di Jim Thompson (1949)

Recensione “Nulla più di un omicidio” di Jim Thompson (1949)

Un cinema di provincia, una moglie che propone un patto impossibile e un marito che pensa di aver trovato la scorciatoia perfetta per cambiare vita.

In questa puntata vi parlo di Nulla più di un omicidio, il romanzo del 1949 con cui Jim Thompson debutta nel crime thriller e comincia a scavare in quell'abisso morale che diventerà la sua firma.

Una storia di piccoli inganni quotidiani che si trasformano, passo dopo passo, in una trappola senza uscita. Scopriamo insieme perché questo libro, allora passato quasi inosservato, oggi viene considerato un piccolo classico del noir americano, e perché Stephen King lo ha definito il lavoro di un autore "mai eguagliato".


Aug 14, 202606:28
Recensione “I girasoli” di Vittorio De Sica (1970)

Recensione “I girasoli” di Vittorio De Sica (1970)

Un campo di girasoli dorati che nasconde una ferita mai davvero rimarginata: questo è il punto di partenza di uno dei film più intensi e meno celebrati della coppia Sophia Loren e Marcello Mastroianni.

Vittorio De Sica, nel 1970, firma un'opera che parte come commedia leggera e si trasforma pagina dopo pagina in un melodramma bellico capace di lasciare il segno. Tra la Napoli vitale dell'inizio e la steppa russa gelida e silenziosa, I girasoli racconta cosa resta di un amore quando la guerra si porta via tutto, tranne la memoria. Le musiche struggenti di Henry Mancini accompagnano ogni passo di questa ricerca disperata, rendendo la colonna sonora quasi un personaggio a sé. ù

In questa puntata scopriamo perché un film all'apparenza minore nella filmografia di De Sica meriti invece un posto d'onore tra i grandi melodrammi italiani. Buon ascolto.


Aug 12, 202606:41
Recensione “Vacanze romane” di William Wyler (1953)

Recensione “Vacanze romane” di William Wyler (1953)

C'è un film che, da oltre settant'anni, continua a far sognare chiunque passeggi per le strade di Roma con lo sguardo sospeso tra realtà e fiaba.

Vacanze romane di William Wyler non è solo la storia d'amore fra una principessa in fuga e un giornalista americano: è il ritratto di un'epoca, di una città che si racconta al mondo attraverso gli occhi incantati di Hollywood, e di un segreto rimasto nascosto per decenni dietro la censura politica del maccartismo.

In questa puntata ripercorro la nascita di un capolavoro che consacrò Audrey Hepburn come icona assoluta del cinema, le sue location diventate meta di pellegrinaggio turistico, i suoi echi in film come Notting Hill, e la vicenda dimenticata di Dalton Trumbo, lo sceneggiatore costretto a firmare sotto falso nome.

Un viaggio fra cinema, storia e leggenda, per riscoprire perché questa Roma di celluloide non ha ancora smesso di farci innamorare.


Aug 09, 202605:47
Recensione “Storie dello spazio profondo” di Bonvi e Francesco Guccini (1969)

Recensione “Storie dello spazio profondo” di Bonvi e Francesco Guccini (1969)

Cosa succede quando un cantautore e un vignettista decidono di inventarsi insieme un futuro tutto loro?

Nasce Storie dello spazio profondo, il fumetto che nel 1969 Francesco Guccini e Bonvi realizzano a quattro mani, anticipando atmosfere e situazioni che il cinema di fantascienza avrebbe reso celebri solo anni dopo.

Un avventuriero spaziale sempre a corto di soldi, un robot nevrotico e pedante, pianeti improbabili e un'umanità raccontata con ironia dolceamara: in questa puntata vi parlo di un piccolo gioiello dimenticato del fumetto italiano, nato dall'incontro fra due grandi artisti emiliani fuori dai loro territori abituali.

Un viaggio fra le tavole, la storia editoriale e le curiose coincidenze con Guerre stellari di un'opera che merita davvero di essere riscoperta.


Aug 08, 202605:46
Recensione “L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo” di Jay Roach (2015)

Recensione “L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo” di Jay Roach (2015)

Negli anni Cinquanta Hollywood si trasformò in un tribunale silenzioso, dove bastava un sospetto per distruggere una carriera intera.

In questa puntata vi racconto L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo, il film di Jay Roach che riporta alla luce una delle pagine più buie del cinema americano: la caccia alle streghe del maccartismo.

Al centro della vicenda un magnifico Bryan Cranston, nei panni di Dalton Trumbo, lo sceneggiatore che sfidò il sistema pur di non rinunciare alla propria voce. Tra censura, delazioni e paura collettiva, scopriremo come l'arte possa resistere anche quando tutto sembra remare contro.

Un racconto di coraggio, dignità e testardaggine che ha ancora molto da dire al presente.


Aug 07, 202606:16
Recensione “Il buio oltre la siepe” di Robert Mulligan (1962)

Recensione “Il buio oltre la siepe” di Robert Mulligan (1962)

C'è un padre che insegna alla figlia più piccola cosa significhi davvero la giustizia, in un'aula di tribunale dove il pregiudizio pesa più delle prove. Il buio oltre la siepe, diretto da Robert Mulligan nel 1962 e tratto dal romanzo di Harper Lee, resta uno dei ritratti più lucidi e commoventi dell'America profonda, quella degli anni Trenta dove l'infanzia si scontra per la prima volta con la vera natura degli adulti.

Un Gregory Peck straordinario dà vita ad Atticus Finch, avvocato integerrimo diventato simbolo cinematografico della rettitudine, mentre la piccola Scout ci guida, con occhi ancora innocenti, dentro un mondo che presto imparerà a conoscere per quello che davvero è.

In questa puntata analizziamo perché questo capolavoro continua, oggi più che mai, a parlarci di coraggio, di paura e di quella sottile linea che separa la giustizia dalla vendetta.


Aug 05, 202605:58
Recensione “La Musa” di Dino Risi (1963)

Recensione “La Musa” di Dino Risi (1963)

Nel nuovo episodio di La Foglia d'Acanto ci immergiamo in uno dei capitoli più pungenti di I mostri di Dino Risi: La Musa.

Un travestito Vittorio Gassman, nei panni di un'inflessibile critica letteraria toscana, manipola un'intera giuria per far vincere un romanzo mediocre a un giovane esordiente. Dietro la risata amara si nasconde una riflessione spietata sui meccanismi occulti dei premi letterari, sul potere della retorica e sulle voci — mai confermate — che a suo tempo collegavano questa storia al mondo di uno dei più famosi premi letterari italiani.

Un piccolo capolavoro di cinismo firmato dalla grande commedia italiana, ancora capace di far riflettere sessant'anni dopo.


Aug 02, 202605:06
Recensione “Il Crocevia delle Tre Vedove” di Georges Simenon (1931)

Recensione “Il Crocevia delle Tre Vedove” di Georges Simenon (1931)

Un crocevia perduto tra i campi, tre case che si osservano in un silenzio carico di sospetto, e un cadavere ritrovato dove nessuno se lo aspetta: benvenuti in uno dei Maigret più inquietanti e visivamente potenti firmati Georges Simenon.

In questa puntata ripercorriamo Il Crocevia delle Tre Vedove, romanzo del 1931 che ci regala un commissario ancora giovane, fisico, quasi ostinato fino alla testardaggine, alle prese con un microcosmo di provincia dove ogni abitante nasconde qualcosa.

Parleremo di atmosfere, di nebbia, di fari che tagliano il buio, e di come questo libro abbia contribuito, anche grazie all'adattamento cinematografico di Jean Renoir, a costruire il mito di uno dei detective più amati della letteratura del Novecento.

Un episodio per chi ama il noir che si prende il suo tempo.


Aug 01, 202605:39
Recensione “L’uomo che uccise Liberty Valance” di John Ford (1962)

Recensione “L’uomo che uccise Liberty Valance” di John Ford (1962)

Un funerale nella polvere del West, un senatore che torna a fare i conti col proprio passato, e una domanda che attraversa tutto il cinema americano: cosa succede quando la leggenda diventa più comoda della verità?

Nella puntata di oggi parliamo di L'uomo che uccise Liberty Valance, il capolavoro crepuscolare di John Ford che mette uno di fronte all'altro James Stewart e John Wayne, la legge scritta e la pistola, il futuro e un mondo che sta morendo.

Un western che non è un western, ma una riflessione lucidissima sulla fondazione dei miti nazionali.

Buon ascolto.


Jul 31, 202606:29
Recensione “Tutti a casa” di Luigi Comencini (1960)

Recensione “Tutti a casa” di Luigi Comencini (1960)

L'8 settembre 1943 in Italia non fu solo una data storica, ma il giorno in cui un intero popolo si ritrovò senza guida e senza verità.

Luigi Comencini racconta questo smarrimento attraverso il viaggio disperato e comico insieme di un giovane sottotenente, interpretato da un magistrale Alberto Sordi, affiancato da un intenso Serge Reggiani.

Ma è un breve, fulminante confronto con il padre — un grandissimo Eduardo De Filippo — a rivelare il vero cuore drammatico del film: il tradimento generazionale di chi ha educato i propri figli sulla menzogna del regime.

Una commedia amara che anticipa temi cari alla narrativa di Giuseppe Berto, ancora oggi sorprendentemente attuale.


Jul 29, 202604:41
Recensione “Tu chiamami Peter” di Stephen Hopkins (2004)

Recensione “Tu chiamami Peter” di Stephen Hopkins (2004)

Un uomo capace di essere chiunque, tranne sé stesso. In questa puntata di La Foglia d'Acanto parliamo di Tu chiamami Peter, il ritratto televisivo che Stephen Hopkins dedica a Peter Sellers, tra le maschere comiche che lo hanno reso immortale e la fragilità nascosta dietro ogni personaggio.

Al centro del racconto la prova attoriale di Geoffrey Rush, capace di sparire dentro l'icona per restituirne luci e ombre con un'intensità rara.

Un viaggio nella mente di un genio inquieto, nei suoi rapporti complicati con mogli, registi e collaboratori, e nella domanda che lo ha accompagnato per tutta la vita: chi sono davvero quando smetto di recitare?

Ne parliamo con uno sguardo critico e appassionato, ripercorrendo carriera, contraddizioni e talento di uno degli attori più enigmatici del Novecento.


Jul 26, 202605:48
Recensione “L’oro di Napoli” di Vittorio De Sica (1954)

Recensione “L’oro di Napoli” di Vittorio De Sica (1954)

Napoli non recita: vive. Nel 1954 Vittorio De Sica sceglie di raccontarla così com'è, senza filtri e senza cartoline, affidandosi alle pagine di Giuseppe Marotta e alla scrittura di Cesare Zavattini.

Nasce L'oro di Napoli, lungometraggio a episodi che alterna comicità sfrenata e dolore autentico, con un cast straordinario capace di restituire l'anima più vera di una città.

Totò, Sophia Loren e Silvana Mangano danno vita a personaggi che sono insieme maschera e verità, farsa e tragedia. In questa puntata ripercorriamo un'opera che, a distanza di oltre settant'anni, resta una pietra miliare assoluta del cinema italiano e mondiale.


Jul 25, 202606:43
Recensione “Open – La mia storia” di Andre Agassi (2011)

Recensione “Open – La mia storia” di Andre Agassi (2011)

Cosa succede quando il campione che tutti applaudono confessa di aver odiato il proprio sport per anni? In questa puntata parliamo di Open - La mia storia l'autobiografia di Andre Agassi che ha ridefinito il genere sportivo.

Un racconto durissimo su un'infanzia rubata da un padre ossessionato dalla racchetta, su vittorie che sanno di solitudine e su una vita privata segnata dal naufragio con Brooke Shields e dall'incontro salvifico con Steffi Graf.

Scopriamo insieme perché due leggende del tennis abbiano desiderato per i propri figli qualsiasi futuro, tranne quello che le ha rese celebri. Un episodio dedicato a chi ama lo sport ma soprattutto a chi vuole capire cosa c'è dietro.


Jul 24, 202605:27
Recensione “Odissea” di Christopher Nolan (2026)

Recensione “Odissea” di Christopher Nolan (2026)

In questa puntata vi parlo di Odissea il nuovo kolossal di Christopher Nolan con Matt Damon, Tom Holland e Anne Hathaway. Un viaggio dentro il doloroso e interminabile ritorno di Ulisse a Itaca, tra ciclopi, sirene e la ninfa Calypso.

Dopo Oppenheimer del 2023, Nolan ci parla di un altro grande colpevole della storia, di un altro grande traditore dei principi di convivenza e umanità.E lo fa con la sua maestria e soprattutto con le sue grandi doti visive, che gli consentono di firmare uno fra i migliori adattamenti cinematografici dell'opera immortale di Omero.


Jul 22, 202605:39
Recensione “Da mezzogiorno alle tre” di Frank D. Gilroy (1976)

Recensione “Da mezzogiorno alle tre” di Frank D. Gilroy (1976)

Charles Bronson che fa ridere invece di sparare: sembra un controsenso, ma è esattamente quello che succede in Da mezzogiorno alle tre, diretto da Frank D. Gilroy nel 1976.

Un fuorilegge bugiardo, una vedova romantica fino all'autolesionismo e uno scambio di identità con un dentista di passaggio bastano per costruire una delle commedie western più sottovalutate e spassose degli anni '70.

In questa puntata ripercorriamo rapine finite male, cavalli poco collaborativi, processi assurdi e un finale che trasforma un amore fittizio in un caso letterario internazionale. Bronson e la moglie Jill Ireland si divertono a smontare i miti del vecchio West, tra ironia sottile e romanticismo da operetta.

Se pensate che il Western serio sia l'unico possibile, questa è la puntata che vi farà cambiare idea.


Jul 19, 202606:51
Recensione “La cattiva figlia” di Carla Cerati (1990)

Recensione “La cattiva figlia” di Carla Cerati (1990)

Nel 1990 Carla Cerati pubblica un romanzo che non fa sconti a nessuno: La cattiva figlia.

Attraverso la voce di Giulia, donna matura costretta ad accogliere in casa la madre ottantenne non più autosufficiente, l'autrice mette in scena senza filtri il conflitto tra due generazioni, tra il senso del dovere e il desiderio di libertà, tra rancore e tenerezza.

Un libro che scava nel passato della madre per capire chi sia davvero, e che non promette mai catarsi facili. In questa puntata parliamo di un romanzo capace ancora oggi di raccontare con lucidità cosa significhi invecchiare, nel bene e nel male, insieme a chi ci ha messo al mondo.


Jul 18, 202605:12
Recensione “L’imperatore del nord” di Robert Aldrich (1973)

Recensione “L’imperatore del nord” di Robert Aldrich (1973)

Un treno in corsa, due uomini pronti a tutto pur di non cedere, e un'America in ginocchio che diventa il palcoscenico di una sfida leggendaria.

Nella puntata di oggi parliamo de L'imperatore del nord, il capolavoro dimenticato di Robert Aldrich che mette di fronte un magnetico Lee Marvin e uno spietato Ernest Borgnine in un duello a colpi di astuzia, coraggio e violenza pura.

Un film che profuma di rotaie e polvere, capace di raccontare la Grande Depressione senza filtri e senza sconti. Vi guidiamo tra scommesse, vagabondi e acrobazie mozzafiato sui vagoni merci, per riscoprire insieme una pellicola action che ha fatto scuola.

Restate qui: si parte, e questa volta il biglietto non serve.


Jul 17, 202605:30
Recensione “Il piccolo libraio di Archangelsk” di Georges Simenon (1956)

Recensione “Il piccolo libraio di Archangelsk” di Georges Simenon (1956)

Una piazza di provincia, un mercato che scandisce le giornate, un libraio mite che nessuno ha mai davvero accettato. Quando sua moglie scompare senza spiegazioni, Jonas si ritrova improvvisamente al centro dei sospetti di un intero paese: non per una prova, ma per essere sempre stato "diverso".

In questa puntata parliamo de "Il piccolo libraio di Archangelsk" uno dei romanzi più intensi di Georges Simenon, capace di raccontare senza mai alzare la voce come nasce il pregiudizio verso chi viene percepito come straniero. Una storia degli anni Cinquanta che parla, con inquietante attualità, anche di oggi.


Jul 15, 202604:48
Recensione “Cose dell’altro mondo” di Francesco Patierno (2011)

Recensione “Cose dell’altro mondo” di Francesco Patierno (2011)

Una notte di pioggia, un industriale veneto che odia gli stranieri ma non può vivere senza di loro, e un intero Nord Est che si sveglia senza più braccia per lavorare: “Cose dell’altro mondo” di Francesco Patierno gioca con il paradosso più scomodo dell’Italia contemporanea.

In questa puntata ripercorriamo la commedia del 2011 con Diego Abatantuono, Valerio Mastandrea e Valentina Lodovini, tra polemiche politiche scoppiate ancora prima dell’uscita in sala e un incasso ben lontano dai numeri di Checco Zalone.

Un film che fa ridere ma che, guardato oggi, lascia l’amaro in bocca. Perché forse la vera domanda non è cosa succederebbe se gli immigrati scomparissero, ma perché continuiamo a fingere di poterne fare a meno.

Jul 12, 202605:22
Recensione “L’ultimo re di Scozia” di Kevin Macdonald (2006)

Recensione “L’ultimo re di Scozia” di Kevin Macdonald (2006)

Un dittatore che seduce prima di distruggere, un giovane medico che scambia il potere per amicizia e se ne accorge troppo tardi.

Oggi parliamo di L'ultimo re di Scozia di Kevin Macdonald, film del 2006 che ha regalato a Forest Whitaker un Oscar meritatissimo nei panni di Idi Amin e a James McAvoy uno dei ruoli più ambigui della sua carriera.

Una storia vera trasformata in un thriller psicologico sulla fascinazione del carisma e sul prezzo della complicità silenziosa. Un film che, vent'anni dopo, continua a interrogarci su quanto siamo disposti a chiudere gli occhi pur di restare vicini a chi ci fa sentire speciali.


Jul 11, 202605:31
Recensione “Adèle e l’enigma del faraone” di Luc Besson (2010)

Recensione “Adèle e l’enigma del faraone” di Luc Besson (2010)

In questa puntata voliamo tra le piramidi d'Egitto e le vie nebbiose della Parigi di inizio Novecento per parlare di Adèle e l'enigma del faraone, il film di Luc Besson che mescola avventura, ironia e fantastico in perfetto stile pulp.

Scopriamo insieme chi è Adèle Blanc-Sec, giornalista audace e senza paura, alle prese con mummie, creature preistoriche e nemici spietati. Analizziamo perché Besson ha voluto costruire la sua Indiana Jones al femminile, tra citazioni al cinema d'avventura classico e uno sguardo tutto suo sul fantastico.

Una recensione tra risate, colpi di scena e un pizzico di nostalgia per il cinema di genere più puro.


Jul 10, 202605:35
Recensione “Toy Story 5” di Andrew Stanton e Mckenna Harris (2026)

Recensione “Toy Story 5” di Andrew Stanton e Mckenna Harris (2026)

Trent'anni dopo il debutto che ha rivoluzionato l'animazione digitale, Woody, Buzz e Jessie tornano al cinema con un quinto capitolo che cambia bersaglio: non più un cucciolo geloso, ma smartphone, tablet e social network.

Pixar affida ai suoi giocattoli il compito di parlare direttamente ai bambini di ieri, oggi genitori alle prese con la gestione quotidiana degli schermi. Il film affronta senza filtri i rischi del bullismo digitale, nato spesso da parole leggere lanciate online da chi non ne coglie le conseguenze, e ribadisce un messaggio semplice: la tecnologia è uno strumento, la responsabilità resta negli adulti.

Tra citazioni per i fan storici della saga e un doppiaggio italiano che conferma le voci storiche, questo capitolo si conferma degno erede dei film che lo hanno preceduto. In questa puntata analizziamo temi, toni e curiosità di un ritorno che commuove e fa riflettere.

Jul 08, 202604:04
Recensione “Donne senza trucco” di Katja von Garnier (1992)

Recensione “Donne senza trucco” di Katja von Garnier (1992)

Berlino, primi anni Novanta: due amiche, una manciata di serate storte e la stessa domanda che si sono fatte generazioni di donne prima di loro e dopo di loro: dove si trova un uomo decente, e come si fa a riconoscerlo prima che sia troppo tardi?

Katja von Garnier, ancora studentessa di cinema, firma con Donne senza trucco un piccolo gioiello dimenticato: scritto, diretto e interpretato solo da donne, 55 minuti di comicità leggera e romanticismo senza filtri che anticipano già la sua futura carriera internazionale.

Un film che ride di sé stesso senza mai prendersi troppo sul serio, e che oggi, a distanza di ben oltre trent'anni, ha ancora molto da dire su come cerchiamo l'amore. Ne parliamo in questa puntata, tra ironia, nostalgia anni Novanta e qualche riflessione sulla condizione femminile che non ha perso un grammo di attualità.


Jul 05, 202605:04
Recensione “Kagemusha – L’ombra del guerriero” di Akira Kurosawa (1980)

Recensione “Kagemusha – L’ombra del guerriero” di Akira Kurosawa (1980)

Un guerriero muore, e il suo segreto deve restargli accanto fino alla tomba. Per questo i suoi generali scelgono un sosia, un ladro qualunque, e lo costringono a vivere nei panni di un signore che non è mai stato.

Akira Kurosawa firma Kagemusha - L'ombra del guerriero nel 1980, insieme a Masato Ide, uno dei suoi affreschi più maestosi sul potere come pura messa in scena, con il fondamentale aiuto produttivo di Francis Ford Coppola e George Lucas, senza i quali il film forse non avrebbe mai visto la luce.

Tatsuya Nakadai è straordinario nel doppio ruolo che lo costringe a perdersi pian piano in un'identità non sua, mentre la fotografia trasforma ogni inquadratura in un dipinto degno dei musei. Un capolavoro crepuscolare, premiato a Cannes, che apre la strada al testamento artistico definitivo del regista: Ran.

Oggi ve ne parlo qui, su La Foglia d'Acanto.


Jul 04, 202605:48
Recensione “Lupi mannari americani” di Michael Chabon (1999)

Recensione “Lupi mannari americani” di Michael Chabon (1999)

Oggi parliamo di Lupi mannari americani di Michael Chabon, una raccolta di nove racconti che nasconde dietro un titolo da horror una delle scritture più oneste e dolorose sulla vita quotidiana americana.

Niente lune piene, niente creature fantastiche: solo padri, figli, matrimoni e amicizie alle prese con i propri demoni interiori. Vi racconto perché Il figlio del licantropo mi ha colpito più degli altri, e perché questa raccolta è la prova che il racconto breve, lontano dall'essere un genere superato, può essere ancora oggi una delle forme più potenti della narrativa contemporanea.

Una puntata per chi ama la letteratura americana che scava nel quotidiano e per chi crede ancora nel potere delle storie brevi.


Jul 03, 202605:34
Recensione “Racconto d’estate” di Eric Rohmer (1996)

Recensione “Racconto d’estate” di Eric Rohmer (1996)

Tre ragazze, una chitarra e un ragazzo che non sa cosa vuole: è l'estate secondo Éric Rohmer, uno dei registi francesi più originali e sottovalutati del Novecento.

In questa puntata parliamo di Racconto d'estate, terzo capitolo dei Racconti delle quattro stagioni, un film che non ha sparatorie, colpi di scena né finali hollywoodiani — e che nonostante questo riesce a tenerti incollato allo schermo con nient'altro che conversazioni, spiagge bretoni e la sottile tortura dell'indecisione sentimentale.

Un cinema lento, preciso, onesto, che parla di noi molto più di quanto siamo disposti ad ammettere. Come sempre, senza spoiler.

Jul 01, 202605:44
Recensione “Letto a tre piazze” di Steno (1960)

Recensione “Letto a tre piazze” di Steno (1960)

Roma, 1960. Steno mette davanti a una macchina da presa due giganti del cinema e del teatro italiano: Totò e Peppino De Filippo.

Il risultato è "Letto a tre piazze", una commedia che non ha bisogno di grandi ambizioni per funzionare — le ha già tutte racchiuse nella chimica esplosiva tra i due protagonisti.

In questa puntata parliamo di un film che fa ridere con una precisione artigianale forse ormai perduta, di una coppia che non si è mai più ripetuta, e di come certi incontri sullo schermo diventino inevitabilmente leggenda.

Con una menzione speciale per Aroldo Tieri, terzo incomodo di lusso in un letto che non finisce mai di essere stretto.


Jun 28, 202606:03
Recensione “L’eredità dei sogni” di Satoshi Kon (2025)

Recensione “L’eredità dei sogni” di Satoshi Kon (2025)

Oggi parliamo di Satoshi Kon, il visionario regista di Perfect Blu e Paprika, attraverso un libro che ce lo mostra prima ancora che diventasse leggenda: L'eredità dei sogni.

Una raccolta di quindici racconti brevi disegnati tra il 1984 e il 1989, tornata in libreria nel 2025 grazie a Panini Comics, in cui si possono già intravedere i temi che renderanno immortale la sua opera: il confine instabile tra sogno e realtà, la memoria che si sfalda, l'identità che si moltiplica.

Non è ancora il Kon che conosciamo dal cinema, ma è il seme da cui tutto è germinato. Un viaggio alle origini di un genio, raccontato in questa puntata.


Jun 27, 202605:39
Recensione “Secretary” di Steven Shainberg (2002)

Recensione “Secretary” di Steven Shainberg (2002)

In questa puntata parliamo di Secretary, il film del 2002 firmato da Steven Shainberg che ha fatto discutere, scandalizzato e commosso nella stessa misura.

Una storia d'amore atipica, scomoda, che sfida ogni convenzione narrativa e morale: quella tra Lee, giovane donna fragile e complicata, e il suo enigmatico datore di lavoro, il signor Grey. Due anime fuori dagli schemi che si trovano attraverso un rapporto insolito, carico di tensione e di potere, eppure sorprendentemente autentico.

Maggie Gyllenhaal e James Spader costruiscono due personaggi indimenticabili, capaci di portare sullo schermo il peso del disagio interiore senza mai scadere nel cliché. Un film che non giudica, non moralizza, e proprio per questo lascia il segno.

Ne parliamo senza filtri, come sempre.

Jun 26, 202605:47
Recensione “Prigionieri del passato” di James Hilton (1941)

Recensione “Prigionieri del passato” di James Hilton (1941)

Cosa resta di noi quando la memoria ci abbandona, e quanto può essere crudele un amore costretto a restare in silenzio?

In questa puntata vi racconto "Prigionieri del passato" di James Hilton, il romanzo del 1941 che ha ispirato uno dei melodrammi più amati di Hollywood, ma che sulla carta nasconde sfumature ben più profonde di quelle viste sullo schermo.

Un uomo che perde sé stesso non una, ma due volte. Una domanda che attraversa ogni pagina e che forse non troverà mai risposta: l'amore, davvero, cos'è?

Ascoltatemi per scoprire perché questo libro merita di uscire dall'ombra del suo stesso film e soprattutto da quella del dimenticatoio.


Jun 24, 202605:42
Recensione “Guglielmo il Dentone” di Luigi Filippo D’Amico (1965)

Recensione “Guglielmo il Dentone” di Luigi Filippo D’Amico (1965)

Nel 1965, in pieno Boom economico, tre registi raccontano l'Italia che stava cambiando — e non sempre in meglio. I complessi è uno di quei film ad episodi in cui convivono la timidezza che paralizza, il perbenismo che soffoca e, nell'episodio finale, una delle interpretazioni più straordinarie della storia del cinema comico italiano.

Guglielmo il Dentone, scritto da Rodolfo Sonego con Alberto Sordi, è un inno alla fiducia in se stessi in un'epoca che stava già preparando il terreno per l'arrivismo degli anni a venire. Sordi costruisce un personaggio di rara purezza, solare e incontenibile, capace di trasformare ogni difetto in una virtù semplicemente non vedendolo come tale.

Una commedia che fa ridere e fa pensare, come solo i grandi film sanno fare.

Jun 21, 202606:27
Recensione “The Tracker” di Rolf de Heer (2002)

Recensione “The Tracker” di Rolf de Heer (2002)

Nel 1922, nel cuore rovente dell’outback australiano, tre poliziotti e una guida aborigena si mettono sulle tracce di un fuggitivo.

Ma “The Tracker” di Rolf de Heer non è la classica caccia all’uomo: è una ballata feroce e silenziosa sul potere, sulla colonizzazione e su chi, alla fine, detiene davvero il controllo della situazione.

David Gulpilil firma una delle interpretazioni più magnetiche della sua carriera, e il regista sceglie di raccontare la violenza più estrema attraverso una serie di dipinti, accompagnati dalla voce struggente di Archie Roach.

Un western che ribalta le regole del genere e si trasforma in un atto d’accusa contro un passato che l’Australia ha impiegato decenni a guardare in faccia. In questo episodio vi porto dentro questo viaggio durissimo e necessario, tra deserto, silenzi e dignità.


Jun 20, 202605:40
Recensione “Fight Club” di David Fincher (1999)

Recensione “Fight Club” di David Fincher (1999)

C'è un film che alla sua uscita nel 1999 ha diviso critica e pubblico, ha fatto discutere, ha fatto arrabbiare, ha fatto pensare.

E che oggi, a oltre venticinque anni di distanza, non ha perso un grammo della sua carica esplosiva. Tratto dall'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk e sceneggiato da Jim Uhls, Fight Club di David Fincher è una di quelle opere che ti entrano dentro e non ti lasciano più come prima.

Con Edward Norton e Brad Pitt in stato di grazia assoluta, e una Helena Bonham Carter semplicemente magnetica, questo film è una satira feroce del consumismo, della mascolinità tossica e del vuoto esistenziale dell'uomo contemporaneo.

In questa puntata vi racconto perché è uno dei miei film preferiti in assoluto. E perché, dopo averlo visto, non guarderete più una candida saponetta come prima.

Jun 19, 202606:04
Recensione “Blue in the Face” di Wayne Wang e Paul Auster (1995)

Recensione “Blue in the Face” di Wayne Wang e Paul Auster (1995)

Brooklyn, 1995. Una tabaccheria, nessuna sceneggiatura e un cast da capogiro.

In questa puntata parliamo di Blue in the Face, il film che Wayne Wang e Paul Auster hanno girato quasi per gioco subito dopo Smoke, lasciando carta bianca a Harvey Keitel, Lou Reed, Jim Jarmusch e a una Brooklyn fumosa e irripetibile.

Un'opera senza trama ma piena di vita, con una colonna sonora di David Byrne che vale da sola il prezzo del biglietto.

Se pensate che il cinema debba sempre raccontarvi qualcosa, questo film potrebbe farvi cambiare idea. O confermarvi nell'errore. In ogni caso, non ve ne pentirete.

Jun 17, 202605:01
Recensione “Disclosure Day” di Steven Spielberg (2026)

Recensione “Disclosure Day” di Steven Spielberg (2026)

Steven Spielberg non ha fatto un film di fantascienza nelsenso tradizionale del termine. Ha fatto qualcosa di più antico e di più necessario. Ha fatto un film sull'essere umano, realizzato con il suo tocco unico e sognatore.

Naturalmente c'è sempre una fuga, marchio di fabbrica delregista di Cincinnati a partire dal suo indimenticabile Sugarland Express.

Scritto da David Koepp, da un soggetto dello stesso Spielberg, Disclosure Day sembra apparentemente solo un'opera di facile intrattenimento ben fatta, ma non lo è. Emily Blunt, Colin Firth e Josh O'Connor ci portano in un viaggio …al limite del nostro mondo.

Jun 14, 202606:18
Recensione “Subway” di Luc Besson (1985)

Recensione “Subway” di Luc Besson (1985)

In questa puntata parliamo di un film che ha fatto la storia del cinema francese degli anni Ottanta: Subway di Luc Besson, uscito nel 1985 con Christophe Lambert, Isabelle Adjani e un giovane Jean Reno.

Un uomo che si rifugia nella metropolitana di Parigi, una donna che scende a cercarlo e non riesce più a risalire, e un universo sotterraneo popolato di personaggi bizzarri e indimenticabili. Besson aveva venticinque anni e un'idea nata un paio di anni prima aspettando la sua ragazza davanti a una fermata della metro, e la sfrontatezza di chi non sa ancora che certe cose non si fanno. Per fortuna non lo sapeva. ù

Il risultato è un oggetto cinematografico strano, vivo, irripetibile — che a quarant'anni di distanza non ha perso nemmeno un grammo della sua energia originale.

Jun 13, 202606:58
Recensione “Kiki consegne a domicilio” di Hayao Miyazaki (1989)

Recensione “Kiki consegne a domicilio” di Hayao Miyazaki (1989)

In questa puntata parliamo di un film che ha fatto la storia dell'animazione mondiale: Kiki – Consegne a domicilio di Hayao Miyazaki, uscito in Giappone nel 1989.

Una giovane strega, una città sconosciuta, un gatto nero e una scopa: ingredienti apparentemente semplici per un'opera che parla di crescita, identità e crisi creativa con una delicatezza rara.

Miyazaki non si limita a raccontare una storia — la dipinge, fotogramma dopo fotogramma, con atmosfere e immagini di rara poesia. Un capolavoro da (ri)scoprire, che dimostra ancora una volta perché il maestro giapponese sia uno dei più grandi registi di sempre — animazione o no.

Jun 12, 202604:52
Recensione “Single in attesa di divorzio” di Glenn Jordan (1996)

Recensione “Single in attesa di divorzio” di Glenn Jordan (1996)

Neil Simon torna a fare i conti con se stesso, e questa volta lo fa dalla testa del suo protagonista. Single in attesa di divorzio è il sequel emotivo che nessuno aveva annunciato di Capitolo secondo: stesso dolore, stessa incapacità di lasciar andare, stesso uomo che convoca le donne della propria vita sperando di riscrivere una storia che non si lascia riscrivere.

Alan Alda porta in scena Jake con quella grazia goffa e irresistibile di chi sa perfettamente cosa sta sbagliando e continua a sbagliare lo stesso. Un film televisivo del 1996 da riscoprire, scritto da uno dei più grandi commediografi americani del Novecento, che dietro ogni battuta ha sempre nascosto una ferita vera.

Jun 10, 202605:56
Recensione “Breakfast Club” di John Hughes (1985)

Recensione “Breakfast Club” di John Hughes (1985)

Cinque ragazzi, una biblioteca, un sabato di punizione. John Hughes nel 1985 prende cinque stereotipi del liceo americano — il secchione, l'atleta, la popolare, la disadattata, il ribelle — li chiude in una stanza e aspetta che smettano di recitare.

Quello che succede è uno dei più lucidi e onesti ritratti dell'adolescenza che il cinema abbia mai prodotto. Una fotografia degli anni Ottanta che non ha smesso di svilupparsi, e che ancora oggi — quarant'anni dopo — riesce a far sentire chi la guarda stranamente meno solo.

Con "Don't You (Forget About Me)" dei Simple Minds a fare da sigillo indelebile su tutto.


Jun 07, 202606:43
Recensione “Due spicci” di Zerocalcare (2026)

Recensione “Due spicci” di Zerocalcare (2026)

Zerocalcare torna sul piccolo schermo con "Due spicci" otto episodi animati che raccontano la vita, quella sospesa tra i quaranta e qualcosa che non si riesce a identificare con esattezza. E quando si prova a fare il punto della situazione si scopre che il conto non torna. Esattamente come i due spicci del titolo: ci sono, ma non bastano mai.A poche ore dalla sua messa a disposizione su Netflix, “Due spicci” ha provocato varie e perentorie reazioni da parte di alcuni eminenti voci nazionali che l’hanno accusata di qualunquismo strumentale e di superficialità. Evidentemente tali eminenti e pregevoli voci, nel tragitto fra casa e lavoro, visto che non sono evidentemente loro a guidare, non guardano mai fuori dal finestrino…

Jun 06, 202606:37